Residenza Studio Spoon River Antology

Fossalto – Fiume Biferno

L’Antologia di Spoon River si può definire un testo di studio permanente per la formazione dell’attore di Hypokritès Teatro Studio. È materia inesauribile, che continua ad aprire spazi di ricerca e sperimentazione in diversi linguaggi espressivi. A partire dalla parola, che in questo caso è il linguaggio di base, per passare a quello del corpo, reso intenso da una poesia/narrazione capace di disegnare figure vive, identità persuasive, attraversando molta sperimentazione sonora, che trova origine negli elementi naturali evocati dal testo: l’acqua del fiume, le sue pietre, la terra, la collina…


È questo il motivo per cui lo studio dell’Antologia di Spoon River si è da sempre configurato come una esperienza di residenza artistica. La peculiarità di tale laboratorio è stata e continua ad essere quella di lavorare in site specific, in cui l’attore è chiamato a mettersi in ascolto dello spazio e degli elementi non solo naturali che lo connotano, per andare alla ricerca della propria anima come espressione di una verità interiore. È a partire da tale dialogo tra la propria anima e l’essenza dello spazio circostante che si avvia un processo creativo di un personaggio che sia mosaico di tutte le diverse impressioni dei luoghi sull’anima. Gli attori, attraverso esercizi ed improvvisazioni in relazione a se stessi, allo spazio e agli oggetti, alienandosi nello spazio espressivo della propria anima, sono produttori consapevoli di immagini interiori.

Sepino – Sito archeologico di Altilia-Sepinum

Così, primo luogo d’indagine è stato il locus amoenus di un fiume dalle acque limpide, alla ricerca dell’anima depositata sul suo letto: la prima residenza si è avuta a Fossalto, sulle rive del fiume Biferno, poi tra le pietre stratificate dei siti archeologici di Sepino, Pietravairano, e infine dentro le mura antiche del Teatro Romano di Benevento.

Lo studio dell’attore è ovviamente passato anche per la verifica col pubblico, il terzo elemento fondamentale del teatro, e anche questa è avvenuta in contesti tra i più diversi, dalla collinetta artificiale nel campus universitario di Fisciano (sede di uno dei primi laboratori), all’improvvisazione nell’atrio del campus universitario di Baronissi, dai Sassi di Matera alla Chiesa sconsacrata di Sant’Apollonia a Salerno, dall’evento organizzato in un’osteria del centro storico di Avellino allo spettacolo messo in scena in teatro ma in uno spazio sovvertito, in cui attori e spettatori si sono scambiati di posto.

Pietravairano – Tempio-teatro di monte San Nicola

Oggi le anime dello Spoon si incontrano tra loro e con il pubblico in una serie di happening, che siano incontri a volte predefiniti, a cui si invita un pubblico che quindi le segue in maniera consapevole, nel loro girovagare tra i luoghi naturali e nella ritualità del loro ritrovarsi e raccontarsi, a dimostrazione di come l’arte e il teatro possano essere azioni intessute nella quotidianità; altre volte, invece, sarà un incontro casuale, inatteso, che vive invece di estemporaneità e improvvisazione.

Benevento – Teatro Romano

Tutte le azioni teatrali saranno però collegate da un’unica idea di fondo, quella dell’anima intesa come luogo dell’immaginazione, lontana da ogni forma di intelligenza che calcola ed escogita, e sede, invece, della creazione senza fatica e con esuberanza. L’anima per il solo fatto che esiste, crea, e le sue creazioni sono le forme che via via assume la spontaneità della sua vita.

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