Il corpo teatrale – Università degli Studi di Salerno

Laboratorio universitario

IL PROGETTO TEATRO, avviato nel marzo 2003 con lo scopo dichiarato di fondare una compagnia stabile formata da studenti dell’Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con il Dipartimento di Letteratura Arte e Spettacolo e l’associazione Sui-Generis, conduce nel luglio 2003 alla messa in scena di Anime dello Spoon, un adattamento da E. L. Masters. Partendo dalle premesse di un laboratorio sul corpo dell’attore, le cui metodologie sono state esposte nella Prova Aperta “Il Corpo Teatrale” del 2004, il PROGETTO TEATRO è giunto nel gennaio 2005 alla proposta scenica sperimentale “Zoologia Fantastica” e nel 2006 alla messa in scena di “Quad” di Samuel Beckett e “Geometrie Esistenziali” da un’idea del regista Enzo Marangelo con testi originali.

ANIME DELLO SPOON

Dall’ Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters
Anime in ordine di narrazione

ARCHIBALD HIGBIE
HAROLD ARNETT
LA SIGNORA BLISS
JONNY SAYRE
PAUL MC NEELY
ZILPHA MARSH
THEODORE IL POETA
WALTER SIMMONS
MARGARET FULLER SLAKE

Marina Amabile
Nicola Palladino
Fortuna Montone
Francesco Diana
Sergio Saponara
Tiziana Maio – Francesco Savastano
Gerardo Santaniello
Manuel Speziale
Chiara Napoli – Marco Stinga

Nota di regia
E’ qui l’incontro con le anime dello Spoon. Esse si racconteranno dopo anni di abbandono al nulla, che le ha rese aria, nel corpo e nella parola, e corde vibranti nella durezza di una pietra. Anime bianche, verdi, indaco: suoni striduli, fischi, scritture su pietre aguzze, lisce, appuntite; perché l’anima urli, sia tangibile, abbia lacrime di schegge e sorrisi di carezze. Edgar Lee Masters pubblica il suo capolavoro nel 1915 alle porte del conflitto mondiale e del neorealismo, americano e non solo. Costruisce così un racconto corale, atto di accusa contro le ipocrisie e gli intrighi della società americana neopuritana. Stasera, a quasi un secolo di distanza, questi emarginati ritornano a noi per trasferirci il dualismo che vive in chi ha oltrepassato l’hic et nunc conservando ancora l’implacabilità della propria essenza. Sepolti lungo il fiume della loro esistenza, hanno lavato via con lo scorrere dell’acqua la vergogna soffocata, l’ambizione tradita, l’affanno disilluso, l’inadeguatezza del poeta. Ma quelle pietre rimbombano di una presenza che, in ultimo, in quel processo di metamorfosi che è perpetuo e naturale all’umano, disegnerà piccole luci a lasciare segmenti del proprio vissuto.

Luci e musiche: Massimo Caiafa
Ideato e diretto da: Enzo Marangelo

ZOOLOGIA FANTASTICA
Liberamente tratto da “Manuale di Zoologia Fantastica” di J. L. Borges e M. Guerrero

Statua sensibile
Centauro
Golem
Mandragola
Salamandra
Remora
Re di fuoco
Animale sognato da C. S. Lewis
Sirena
Drago

Gerardo Santaniello
Nicola Palladino
Anna Maria Giaquinto
Maria Teresa Santaniello
Tiziana Maio
Pierluigi Toro
Sergio Saponara
Valentina Mastrangelo
Martina Amabile
Francesco Diana

Nota di regia
La <<Zoologia Fantastica>> è una proposta scenica sperimentale sul corpo dell’attore. Liberamente tratto dal Manuale di zoologia fantastica di J. L. Borges e M. Guerrero, il percorso creativo per rendere gli animali fantastici si è basato sull’istinto, la ricerca interiore, la fantasia, ma soprattutto sull’immaginazione. La chiave di lettura del tutto arbitraria, pur rifacendosi a un testo letterario, non prevede linguaggio verbale. Ma linguaggi legati alla sensorialità: visiva, uditiva, olfattiva. Comunicazioni primordiali che si compongono di respiri, versi e posture fisiche. Lo spettatore può spiare e dedurre l’addivenire scenico, in una logica fantastica che rimettiamo alla vostra immaginazione.

Aiuto regia
Scene
Luci e fonica
Allestimento tecnico
Aiuto tecnico

Anna Maria Giaquinto
Michele Paolillo
Massimo Caiafa
Luigi Grosso
Pierluigi Toro

Ideato e diretto da Enzo Marangelo

QUAD
di Samuel Beckett

GEOMETRIE ESISTENZIALI
da un’idea di Enzo Marangelo

Nota di regia
Quad, abbreviazione di “quadrato”, è un lavoro per 4 mimi scritto da Samuel Beckett per la televisione tedesca Süddeutscher Rundfunk trasmesso in prima mondiale nell’ottobre del 1981. Il testo nel corso delle riprese televisive subì diversi cambiamenti apportati dallo stesso Beckett, dai costumi alle luci, dall’accompagnamento dei passi con suoni di percussioni alla stessa modalità di ripresa. Usato come esercizio durante il terzo laboratorio sul corpo dell’attore, l’evolversi della sperimentazione mi ha indotto a portarlo sulla scena. Circa il contenuto e le esemplificazioni apportate, le rimetto alla vostra più istintiva reazione.

Note di regia geometrie esistenziali
Un’origine tutta pratica è quella della geometria: dal greco geo, «terra», e metrein «misurare», il termine descrive l’attività dei primi geometri che misuravano le dimensioni dei campi e utilizzavano diagrammi per rappresentare le proprie rilevazioni e i diversi progetti. La geometria è la disciplina delle costruzioni, delle proprietà, delle relazioni sussistenti tra punti, linee, angoli, curve, forme e solidi. Ben presto i Pitagorici notarono la relazione che sussiste tra le figure geometriche e i numeri e tra i numeri e la realtà: per loro la matematica fu il linguaggio attraverso il quale poter interpretare il mondo. Geometrie Esistenziali scaturisce da improvvisazioni sul corpo relative ad uno stato d’animo legato, forse imprigionato, nella propria esistenza quotidiana. Dopo un training psicofisico, l’attore ha costruito una forma geometrica d’appartenenza, uno strumento musicale non convenzionale, delle parole.
Gli stati d’animo in ordine di esecuzione sono: quotidianità come ripetitività, ansia, paura, rabbia, oppressione, noia, euforia, caos, castrazione mentale, depressione.
Luci e fonica: Massimo Caiafa
Regia: Enzo Marangelo

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