Io credo a Cassandra

Capitolo 1: La Tempesta

Cassandra è una proiezione morale.
Io credo a Cassandra riconsidera la figura mitologica nella contemporaneità. Focalizza il conflitto tra chi ha una lungimiranza capace di prevedere il corso degli eventi, e chi, pur vedendo, nega tale sguardo e si rifiuta di ascoltare. Ancora attuale è l’ineludibile legame di verità-morte: chi sa una verità scomoda, che non deve esser detta, muore.
Chi è Cassandra oggi.

Enzo Marangelo porta in scena Io credo a Cassandra, ispirandosi al testo che Christa Wolf scrisse nel 1983 in cui la veggente, figlia di Ecuba e Priamo, racconta il tramonto e la rovina della sua città ricordando la traversata dell’Egeo in tempesta. Il lavoro artistico rientra in un progetto più ampio, formulato a capitoli, che Marangelo, in una chiave di lettura proteiforme, costruisce ispirandosi di volta in volta all’antropologia delle città che li ospiteranno. Per Napoli elemento portante sarà la tempesta..

Da Cassandra di Christa Wolf

Regia: Enzo Marangelo
Produzione:Hypokritès Teatro Studio

Con: Raffaella Anzalone e Sara Meoni
E con: Martina Coppeto, Raffaella de Piano, Lisa Imperatore, Francesca Murru, Mario Paesano, Davide Pascarella e Paola Senatore

Assistente alla regia: Piera De Piano
Studio drammaturgico: Enzo Marangelo, Renato Siniscalchi e Piera De Piano
Progetto scenografico: Michele Paolillo
Costumi: Stefania Pisano

Elementi di scena in ferro OMFAS dal 1954 – lavorazione acciaio INOX
Disegno Luci e selezione musicale: Enzo Marangelo
Datore luci e suono: Felice Carbone
Assistenti tecnici: Massimo Caiafa, Raffaella De Maio, Maria Emilia De Maio.

 

Torna su